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commenti (4)|domenica, 01 febbraio 2009|19:53
la vita va avanti; o meglio sto cercando in tutti i modi di farla andare avanti senza pensare a cosa è successo, o a cosa succederà. non ho più scritto sulla mia moleskine perchè vorrei che queste settimane fossero cancellate, rimanessero pagine bianche, piuttosto mi fa male quando qualcuno cerca di farmi aprire gli occhi con la forza.
ho raccolto dei vecchi cd dalla mia libreria, e non dirò che cd erano, perchè me ne vergogno non poco ( e sì, io sono quella che non si vergogna mai di nulla ); musica che ho ascoltato alle medie e i primi anni del liceo, che per un periodo più o meno lunga mi è sembrata così stupida, e ora la vado a riascoltare e scopro che in ogni pezzo di quelle canzoni, in quei dischi che ho consumato in periodi più o meno lunghi e più o meno definiti della mia esistenza, c'è un pezzo della mia vita, che avevo dimenticato per strada, meditando sul se fosse importante. e ora che ho ritrovato tutto, ora che tutto è un ricordo nitido, posso
sorriderne.
ringrazio tutti quelli che mi sono stati, e mi saranno vicini, in questi momenti un po' bui, telematicamente e nella sporca realtà, quella che ti sbatte contro quando meno te ne accorgi, che ti accoltella
dentro; perchè con voi si accende una luce in più. che non sarà un lampione che illumina tutto, sarà una fioca candela, ma è importante.
And you know I'm fine, but I hear those voices at night sometimes.
Thoughts by ~
fljotavik;
Quello che provi tu non è una novità. Questo paese è duro con la gente. Non puoi fermare quello che sta arrivando. Non dipende tutto da te. È semplice vanità.
Essere o non essere, questo è il problema.
Se sia più nobile sopportare
le percosse e le ingiurie di una sorte atroce,
oppure prendere le armi contro un mare di guai
e, combattendo, annientarli.
Morire, dormire.
Niente altro.
E dire che col sonno mettiamo fine
al dolore del cuore e ai mille colpi
che la natura della carne ha ereditato
È un epilogo da desiderarsi devotamente.
Morire, dormire.
Dormire, forse sognare: ah, c'è l'ostacolo,
perché in quel sogno di morte
il pensiero dei sogni che possano venire,
quando ci saremo staccati dal tumulto della vita,
ci rende esitanti.
Altrimenti chi sopporterebbe le frustate e lo scherno del tempo
le ingiurie degli oppressori, le insolenze dei superbi,
le ferite dell'amore disprezzato,
le lungaggini della legge, l'arroganza dei burocrati
e i calci che i giusti e i mansueti
ricevono dagli indegni.
Qualora si potesse far stornare il conto con un semplice pugnale,
chi vorrebbe portare dei pesi
per gemere e sudare
sotto il carico di una vita logorante
se la paura di qualche cosa dopo la morte,
il paese inesplorato dal quale nessun viandante ritorna,
non frenasse la nostra volontà,
facendoci preferire i mali che sopportiamo
ad altri che non conosciamo?
Così la coscienza ci fa tutti vili
e così il colore innato della risolutezza,
lo si rovina con una squallida gettata di pensiero
e le imprese d'alto grado e il momento,
proprio per questo, cambiano il loro corso
e perdono persino il loro nome di azioni.
William Shakespeare, Amleto.
Credits:
Layout by
Silvia; Non togliere i credits!
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